La libertà di espressione è il Ddl Zan

La libertà di espressione è il Ddl Zan

Negli ultimi tempi avete sicuramente sentito parlare del Ddl Zan che è una proposta di legge nata su iniziativa di Alessandro Zan, che ha riunito le diverse proposte che contrastano gli atteggiamenti omofobi e le discriminazioni di genere, di orientamento sessuale e di disabilità. La legge, se approvata, servirebbe ad estendere le pene già previste dall’articolo 604 bis, andando a porre sullo stesso piano comportamenti razziali e omofobi. Allo stesso tempo amplia la legge Mancino che è un atto legislativo che sanziona e condanna frasi, azioni e slogan che incitano all’odio, alla violenza e alla discriminazione.
Il decreto prevede la reclusione fino a un anno e sei mesi o una multa fino a 6000 euro per chi istiga a commettere o commette violenze, da 6 mesi a 4 anni di reclusione per chi favorisce associazioni che potrebbero accrescere le discriminazioni. Esso, inoltre, include una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Cos'è (e cosa non è) la legge Zan: tutte le fake news sovraniste smontate  punto per punto


La proposta è stata accettata dalla Camera il 4 novembre 2020, ma ad oggi è ferma a Palazzo Madama poiché ha incontrato l’opposizione di diversi partiti politici che si sono dimostrati non favorevoli alla parità di diritti tra eterosessuali e omosessuali affermando delle frasi offensive. Queste sono state criticate nel discorso del cantante Fedez sul palco del concerto del primo Maggio in cui ha cercato di difendere le vittime di queste denigrazioni.
Tra queste ricordiamo l’aggressione agli attivisti Christopher Jean Pierre Moreno e il suo compagno Alfredo Zenobio per un bacio in pubblico qualche mese fa alla stazione metro di Valle Aurelia a Roma. Una situazione analoga si è verificata a Como quando 15 ragazzi si sono scagliati contro Thomas e lo hanno prima denigrato verbalmente per il colore rosa dei suoi capelli e successivamente colpito con delle pietre.
Proprio per evitare avvenimenti di questo tipo sarebbe opportuno approvare al più presto questa legge. Infatti è impensabile assistere ancora ad episodi di questo genere e solo la legge Zan permetterebbe ad ognuno di esprimere la propria persona senza temere i giudizi o le possibili aggressioni da parte di coloro che la pensano in un modo diverso.

Cinquina Ledet, Lanci Barbara, Scutti Elena e Teti Federica.